25.11.2011 - Nota degli autori
E' arrivato il momento di contarci, di guardarci in faccia. Il vento sta cambiando. Siamo i tanti, tantissimi che hanno sentito seguito, apprezzato, aderito all'iniziativa del Btp day. Non possiamo lasciare che il nostro entusiasmo e le nostre energie vengano disperse, né che passino inosservate. Oggi ci siamo noi, i cittadini italiani che credono in questo paese e sono ancora disposti a fare tanto per salvarlo. | Dove siamo |
Nell'articolo si annuncia la colletta che si terrà giovedì alle 17 fuori dalle aule di economia in via Ranzani a Bologna. Gli studenti metteranno una piccola cifra per sottolineare il gesto di responsabilità a cui è chiamato ogni italiano, anche chi, essendo studente, di risparmi non ne ha.

Buongiorno,
sono Giuliano Melani,
Ho deciso di adottare questo sito come punto di riferimento ufficiale per me e per tutti noi.
E' quindi la nostra casa comune. Utilizziamolo ed implementiamolo come meglio possiamo.
Ringrazio per l'iniziativa gli amici di Bologna: Stefano, Alessandro, Matteo, Marco e gli altri; e da questo momento, ringrazio tutti noi.
Comincio io con un invito esteso a tutti, ma TUTTI veramente.
Ho il piacere e l'immensa gioia, di poterVi invitare tutti a Bologna per il primo "BTP day" della storia del nostro paese.
L'appuntamento è fissato per LUNEDI' 28 novembre 2011 all' UNIPOL ARENA (ex palaMalaguti) di Bologna. Trovate all'interno del sito tutti i riferimenti: dove, come, e quando.
Spero che anche tutti gli organi di informazione diano il dovuto risalto alla manifestazione. Ma siamo per primi noi a dover informare tutti senza nulla trascurare. Valgono i mezzi virtuali ma anche quelli reali. Non è un appuntamento solo per famosi che sono oltremodo graditi ma anche per generici, famiglie ed anche perchè no, bimbi. Deve essere una grande festa. La nostra festa del debito comune.
Se dovessi dirlo in breve il programma del giorno 28 per me è:
risveglio al mattino di buon'ora, colazione abbondante, poi luoghi di lavoro, di studio e/o ovunque, poi banca per l'acquisto/ordine BTP (ricordo che il 28 non si pagano commissioni), ricevuta d'acquisto, poi, con ogni mezzo possibile, ritrovo a Bologna a partire dalle ore 17.00.
Ci sarà un tavolo ed un microfono perchè ognuno possa dire qualcosa.
Ripeto l'invito a tutti in generale.
Formulo un invito speciale e senza titolo a Ferruccio De Bortoli, Giuseppe Mussari, Corrado Passera, Mario Monti e, Dio mi perdoni, Giorgio Napolitano.
Vi aspetto a Bologna. Dobbiamo esserci.
Ci saremo per "UN GRANDE ABBRACCIO PER L'ITALIA"
Solo una piccola richiesta: non abbiamo la minima idea di quanti potremmo essere. La struttura è molto capiente e ci consente più o meno grandi configurazioni.
Prego chi è sicuro di venire di darne conferma quanto prima, semplicemente cliccando QUI.
Mi rimane solo l'ultima raccomandazione. SVALIGIAMO LE BANCHE DEI NOSTRI TITOLI!
Un abbraccio
Giuliano
Alcuni sono motivi patriottici, altri di puro interesse personale, altri ancora di interesse collettivo. In questo caso, tutti questi obbiettivi coincidono in un’unica azione: comprare il proprio debito.
1) Senso dello Stato: il nostro paese è in profonda difficoltà. Siamo cittadini italiani, e non possiamo sentirci tali solo quando le cose vanno bene. E’ nostro compito agire in difesa della nostra nazione, per quanto ci è possibile, salvandola dal baratro in cui sta precipitando. Ognuno deve fare la sua parte.
2) Senso di Responsabilità: il debito pubblico è stato creato affinché potessimo vivere al di sopra delle nostre possibilità. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. E ciò significa contribuire restituendo allo stato una minima parte di quello che ci ha donato in tutti questi anni. Dopotutto, lo Stato siamo noi, se fallisce l’Italia, noi non faremo una fine migliore.
3) Un Sacrificio “finto” ma importante: si tratta per noi di un "finto" sacrificio; alla fine dei conti, nessuno regalerà niente a nessun altro. Ma è questa la forza dell'iniziativa: è una causa da miliardi di euro e non ci costa niente... un’altra considerazione: Ci sono persone che per fare l’Italia, per permetterci di vivere in questo paese, hanno dato la vita. Persone che per conquistare la libertà hanno pagato con il sangue le loro idee. Noi siamo gli eredi di quella generazione, ed oggi ci viene chiesto solamente di mettere mano al portafoglio, senza peraltro trarne svantaggi.
4) Scelta lungimirante: Nelle mani dello Stato Italiano ci sono in questo momento responsabilità mondiali. Il fallimento dell’Italia porterebbe al crollo dell’Unione Europea e alla fine dell’Euro. Questo getterebbe il mondo in una situazione di crisi tremenda, al cui confronto il fallimento di Leman Brothers sembrerebbe cosa di poco conto.
5) Abbassamento dello Spread: acquistando i Titoli di Stato daremo un segnale di fiducia al mercato: l’Italia è in grado di reperire liquidità. Lo Spread diminuirà, e lo stesso faranno i tassi di interesse. In questo modo alleggeriremo la pressione che grava sulle casse dello Stato, pressione che può portare brutte conseguenze.
6) Convenienza: Acquistare i titoli di Stato oggi conviene anche alle nostre tasche. I titoli infatti garantiscono interessi molto alti, specialmente in questo periodo. Chi li compra fa un affare, perché avrà ottimi interessi per tutti i prossimi anni. È ovvio che il nostro scopo è abbassare questo interesse e non abbiamo alcun interesse che esso rimanga alto, ma visto che oggi il suo livello è elevato, possiamo anche esserne avvantaggiati.
7) Il bene dell’Italia: se non acquistiamo noi i titoli di Stato del nostro paese, saranno altri a farlo. E questo vorrà dire che gli interessi sul debito pubblico (che paghiamo con le nostre tasse), andranno nelle mani di altri paesi. L’Italia paga più di cinquanta miliardi di interessi sul debito pubblico. C’è una bella differenza fra farli rimanere nel nostro paese e perderli regalandoli a cittadini di altre nazioni: perderemmo una ricchezza immensa.
8) Necessità: se i tassi di interesse continuano a salire in modo così vertiginoso, le conseguenze saranno gravissime per tutti i cittadini. Anche senza arrivare al fallimento, dovranno essere prese misure rigidissime che colpiranno tutte le classi sociali, danneggiandole in maniera irreparabile. Bisogna agire prima che sia troppo tardi, prima di arrivare alla situazione in cui si trova la Grecia, costretta per esempio a licenziare oltre 30.000 dipendenti pubblici (e la Grecia conta circa 11 milioni di abitanti).
9) Non si scappa: se l’Italia crolla, non sarà stato più utile tenere in banca o “sotto il materasso” il denaro. Le banche chiuderanno e nessuno sarà in grado di ritirare i propri soldi dal conto corrente. Inoltre, anche se una persona li avesse ritirati, sarebbero Euro, e con il crollo dell’Euro, che sarebbe immediatamente successivo a quello dell’Italia, non avrebbero più alcun valore. La cosa più prudente rimane quindi investire.
10) Solidità: il nostro debito pubblico, anche se enorme, è sempre stato ritenuto molto “sicuro”, perché già una buona parte dei titoli di stato sono acquistati dai cittadini italiani, e in questo modo si bilancia il debito con i risparmi dei singoli. Continuare nell’acquisto del debito lo renderebbe ancora più “solido”, tranquillizzando economisti e mercati.
Il debito pubblico non nasce da solo.
Il debito pubblico italiano lo abbiamo accumulato TUTTI NOI in TANTI ANNI.
Lo abbiamo accumulato tutte le volte che non abbiamo pagato le tasse, tutte le volte che non abbiamo chiesto lo scontrino al bar, tutte le volte che non abbiamo pagato il biglietto dell’autobus, tutte le volte che abbiamo comprato medicinali inutili per poi buttarli, tutte le volte che non abbiamo pensato al risparmio generato dal riciclo dei rifiuti e dal risparmio energetico, tutte le volte che abbiamo completamente ignorato il fatto che la mafia facesse affari di fianco a noi. E la lista è ancora lunga.
C’è chi dice che la colpa è della mala amministrazione politica italiana degli ultimi 15 anni. Certamente. Ma se è vero che il grado di responsabilità di un politico che ha fallito nell’amministrare il proprio paese è alto rispetto a quello di un qualsiasi cittadino,
è indubbio che la questione CI RIGUARDA TUTTI, e nessuno può proclamarsi “innocente”.
ABBIAMO LA POSSIBILITA’ DI DIRE LA NOSTRA. O meglio, fare la nostra.
Non siamo impotenti di fronte a queste complicate crisi: noi siamo l’economia reale, noi nelle leggi del mercato siamo la DOMANDA e dobbiamo ricordarci che abbiamo un peso importante.
MANDANDO A RUBA I TITOLI DI STATO ITALIANI, possiamo frenare questa pazza corsa dello spread ed evitare che l’Italia bruci ancora miliardi di euro nei prossimi giorni, quei miliardi che dovranno servire a noi per garantirci pensioni, assistenza sanitaria, istruzione e servizi di ogni genere.
Non si tratta di fare nessun regalo: si tratta di dare tempo al nostro Paese, il tempo che serve per ricordarci che siamo in grado di fare grandi cose. Nessuno perde dei soldi, nessuno viene messo in situazioni rischiose.
Non si tratta neanche di “perdonare” nessuno. Questo è un ultimo appello alla classe politica italiana, un vero e proprio do ut des: noi ci assumiamo le nostre responsabilità, ma i nostri amministratori sappiano che salvare il nostro paese è il motivo per cui paghiamo loro gli stipendi. E se qualcuno non sente di avere le competenze, di non esserne all’altezza, si faccia da parte e lasci: mai come ora abbiamo bisogno di qualità, e non di arrivisti.